EVENTI

PINOCCHIO

in prima nazionale al Teatro Goldoni di Firenze

Spettacolo di teatro danza

sabato 16 marzo ore 20.00 – domenica 17 marzo ore 16.30

Teatro Goldoni, Firenze

Matinée per le scuole dal 12 al 15 marzo ore 10.30

COB/Compagnia Opus Ballet e Compagnia Giardino Chiuso

PINOCCHIO

interpreti Tamara Aydinyan, Leonardo Diana, Lorenzo Di Rocco, Isabella Giustina, Gianmarco Martini Zani, Stefania Menestrina, Giulia Orlando, Riccardo Papa, Françoise Parlanti, Jennifer Rosati

con la partecipazione di Virginio Gazzolo

coreografia Patrizia de Bari

drammaturgia Tuccio Guicciardini

scenografia e video Andrea Montagnani

costumi Santi Rinciari/Opificio della Moda e del Costume

sound design Daniele Borri

ideazione e realizzazione elemento scenico Takeshi Tamashiro/Lautak

aiuto costumista Marilù Sasso

direzione tecnica Saverio Cona

luci Orso Casprini

coordinamento del progetto Rosanna Brocanello

 

Produzione COB/Compagnia Opus Ballet e Compagnia Giardino Chiuso

In coproduzione con Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee e Versiliadanza

In collaborazione con Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino

Con il supporto di NCA.Small Theatre – Yerevan (ARM)

 

La compagnia Giardino Chiuso e COB/Compagnia Opus Ballet nel 2018 iniziano un percorso di collaborazione artistica  per la realizzazione di uno spettacolo di teatro danza su uno dei capolavori della letteratura: Pinocchio.

Riproporre un Pinocchio in danza non è mai banale; sul celeberrimo burattino di legno sono state prodotte innumerevoli letture sceniche, dal teatro alla danza, dal musical al cinema, con più o meno fortuna, con più o meno correttezze drammaturgiche, con più o meno rispetto per il fantastico e controverso personaggio collodiano. Ma è proprio questa facoltà camaleontica che ha contribuito a costruire il suo indiscusso successo. Sezionato, ridotto, stravolto, rivolto, Pinocchio riesce sempre, da buona “birba”, a mantenere la sua coerenza, il suo impertinente sguardo di burattino. Il suo buon nome! Grazie a questa generosità interpretativa anche il nostro lavoro vuole far rivivere il suo mondo, ma con una distinta direzione immaginifica e simbolica: Pinocchio si forma, si modella sulle necessità espressive contemporanee, ancora una volta il ceppo di legno prende vita per raccontarsi sotto una luce nuovamente diversa.

Le parole di Kleist tratte dal “Trattato delle marionette” che aprono lo spettacolo, affidate all’interpretazione di Virginio Gazzolo, ci danno l’opportunità di collocare il nostro Pinocchio in una lettura intuitivamente riconoscibile. La marionetta si inserisce tra il divino e il terreno, ricreando continuamente quella fase irripetibile che viene spesso coniugata con l’opera d’arte, la stessa condizione soprasensibile dell’artista, che percepisce la realtà con altri punti di vista. Questo legno magico, quindi, misteriosamente e consapevolmente appare nella bottega di Mastro Ciliegia, in attesa di una nascita meravigliosa, intricante e fantastica di un personaggio che trascende inequivocabilmente dal quotidiano e immediatamente pronto per una fuga verso la scoperta e la ingenua curiosità di far parte del mondo. Sincero e dispettoso verso l’umanità, Pinocchio, che in questa lettura è il riflesso dell’artista, scruta curioso e pieno di aspettative tutto quello che accade intorno a lui. Ma le sue disavventure e la sua voglia di libertà lo porteranno, suo malgrado, ad assoggettarsi completamente al mondo terreno, scegliendo di diventare di carne e ossa e accettando l’anonimato nella massificazione, praticamente suicidando la sua parte “divina” per quella umana.

Le scene si susseguono incessantemente, senza tregua, in viaggi fantastici e perigliosi alla scoperta delle sensazioni, degli affetti, della giustizia, dell’incerto, dell’amicizia, del tradimento, del divertimento, delle lacrime, della povertà, dell’onestà.

Lo spettacolo avrà in scena diversi linguaggi teatrali contemporanei. Danza, parola, video, musica, si equilibrano nella messa in scena portando lo spettatore in una dimensione sospesa, coinvolgente e magica cercando di raccontare e difendere la libertà intrinseca di Pinocchio. Un Pinocchio che, come l’artista, guarda il mondo come fosse sempre la prima volta, con occhi ingenui e sempre curiosi. Un’anima pura.

Ufficio stampa

Pina Izzi 335 54 21 551

mariagiuseppina.izzi@gmail.com

 

INFORMAZIONI E BIGLIETTI

Per le date del 16 e 17 marzo INTERO 17,00€ RIDOTTO 11,00 € I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria del Maggio Musicale Fiorentino (piazzale Vittorio Gui, 1 – Firenze) dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18. Presso il Teatro Goldoni (via Santa Maria 15 – Firenze) due ore prima dell’inizio degli spettacoli.

Servizio cortesia: 055.2001278

Biglietteria online: www.maggiofiorentino.com

Circuito viva ticket: www.vivaticket.it

WORKSHOP

con il coreografo Loris Petrillo e la Compagnia Opus Ballet

In occasione dello spettacolo della Compagnia Opus Ballet Bolero e Gaitè Parisienne in stagione al Teatro Libero di Palermo – 28/29/30 marzo – ore 21.15 il coreografo Loris Petrillo e la Compagnia Opus Ballet di Rosanna Brocanello organizzano un workshop coreografico.
ARCI TAVOLA TONDA
Cantieri Culturali alla Zisa
Via P.Gili n.4 – Palermo
sabato 30 marzo dalle 14 alle 16
domenica 31 marzo dalle 11 alle 13

Riservato ad allievi e giovani danzatori dai 16 anni in su. Fino ad esaurimento posti. Costo totale 40,00€

Per info e prenotazioni:
Compagnia Opus Ballet  staff@cobdanza.it 0552335138
Lara Mascellino  danceartpalermo@libero.it 3890437796
Lori Petrillo
direttore della “Compagnia Petrillo Danza” international freelance artist Goteborgs Operan Ballet, Ballet Royal de Wallonie, Balletto di Toscana, Stadttheatre di Bern
Rosanna Brocanello
direttrice artistica Compagnia Opus Ballet e codirettrice del centro di formazione professionale Opus Ballet di Firenze

Bolero & Gaîté Parisienne

coreografia e regia Loris Petrillo

28\29\30 Marzo h_21:15

TEATRO LIBERO DI PALERMO

Con la nuova produzione (2015/2016) Bolero e Gaîté Parisienne, Loris Petrillo mette in relazione due grandi classici del repertorio ballettistico, estrapolandoli dalla loro collocazione storica e restituendone una lettura contemporanea.
Al centro del percorso coreografico c’è la danza fisica di Petrillo che per questo lavoro sceglie dei corpi maschili.
Petrillo continua il suo personale percorso di studio estremizzando il repertorio e potenziandone la visione disegnando lo spazio attraverso il corpo dell’uomo che si mette al servizio della sua danza, potente, poetica e ironica.
Il Classico del repertorio è scelto come luogo di racconto, come pretesto per sondare le possibilità fisiche del danzatore e la capacità della coreografia di rileggerne i passaggi.
“Bolero e Gaîté Parisienne” è un gioco di ritmi e di intrecci, un lavoro coreografico dove la figura maschile si staglia al centro come collante, misura e ipotesi di una danza sempre più carnale.
L’uomo gioca e descrive una contemporaneità che non ha più etichette, dove la diversità non esiste, dove si può indossare una maschera di forza e di eleganza e di ironia che passi dal corpo maschile, senza per questo tradire il senso dell’opera ma piuttosto lasciando all’opera la possibilità di farsi leggere e raccontare, aprendo ad una riflessione più estesa sulla sessualità e sulla capacità di un corpo di essere ben più di un corpo.
NOTA INTRODUTTIVA
di Silvia Poletti

Debutto 4-5 Maggio 2016, Cajka Teatro d’avanguardia di Modena.
Compagnia Opus Ballet, direzione artistica di Rosanna Brocanello
Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena, Compagnia Opus Ballet con il sostegno della Regione Toscana

OTELLO

coreografia e regia di Arianna Benedetti

24 GENNAIO 2019 H_21:30
TEATRO ALFIERI – CASTEL NUOVO DI GARFAGNANA (LU)
Passato, presente, sentimenti eterni; una classicità viva e tuttora vibrante nei versi di Shakespeare che ci catapulta, anzi ci getta con violenza nell’attualità più drammatica dei nostri giorni: Otello e Desdemona, forse non il primo femminicidio della storia, senza dubbio, però, quello più famoso, più forte, più attuale. Ora, come allora. La gelosia che diviene patologia e fa sì che gli uomini, resi incapaci di vedere l’amore dalla brama di possesso, si arroghino il diritto di punire con la morte le loro donne, le loro vittime. Ecco il punto cardine su cui si impernia questo particolare lavoro coreografico: la sfida di portare sul palcoscenico della danza la forza del dramma di Otello con tutto il suo carico di attualità e modernità facendolo vivere nei suoi mille contrasti e nelle sue infinite sfaccettature. Diventano così vere e reali una dopo l’altra: dieci, cento, mille Desdemone che danzano insieme, compongono e scompongono i loro corpi e i loro sentimenti, piccole tessere di un mosaico animato e complesso, fermo immagine della condizione umiliante e, al tempo stesso, violenta a cui la società le obbliga a vivere. La rabbia di Desdemona è la rabbia di tutte le donne costrette all’impotenza persino da un oggetto semplice come un fazzoletto, un oggetto che può diventare ossessione.

OTELLO

coreografia ARIANNA BENEDETTI

18 GENNAIO 2019 H_21:00

TEATRO DI RIFREDI – FIRENZE

Passato, presente, sentimenti eterni; una classicità viva e tuttora vibrante nei versi di Shakespeare che ci catapulta, anzi ci getta con violenza nell’attualità più drammatica dei nostri giorni: Otello e Desdemona, forse non il primo femminicidio della storia, senza dubbio, però, quello più famoso, più forte, più attuale. Ora, come allora. La gelosia che diviene patologia e fa sì che gli uomini, resi incapaci di vedere l’amore dalla brama di possesso, si arroghino il diritto di punire con la morte le loro donne, le loro vittime. Ecco il punto cardine su cui si impernia questo particolare lavoro coreografico: la sfida di portare sul palcoscenico della danza la forza del dramma di Otello con tutto il suo carico di attualità e modernità facendolo vivere nei suoi mille contrasti e nelle sue infinite sfaccettature. Diventano così vere e reali una dopo l’altra: dieci, cento, mille Desdemone che danzano insieme, compongono e scompongono i loro corpi e i loro sentimenti, piccole tessere di un mosaico animato e complesso, fermo immagine della condizione umiliante e, al tempo stesso, violenta a cui la società le obbliga a vivere. La rabbia di Desdemona è la rabbia di tutte le donne costrette all’impotenza persino da un oggetto semplice come un fazzoletto, un oggetto che può diventare ossessione.

BOLERO & SERATA EUROPEA

coreografie di Aurelie Mounier, Gustavo Oliveira, Loris Petrillo

14 DICEMBRE 2018 H_21:00
TEATRO COMUNALE LUIGI RUSSOLO – PORTOGRUARO (VE)
La Compagnia Opus Ballet con la direzione di Rosanna Brocanello propone una serata di danza internazionale con le coreografie di importanti Autori contemporanei.
Uno spettacolo che offre elementi di varietà coreografica ed eccezionale qualità visiva e artistica. Uno spettacolo in cui i danzatori conducono il pubblico attraverso spazi, dimensioni ed emozioni che a partire dalla eccellente rivisitazione del Bolero di Petrillo (coreografia selezionata alla NID Platform 2017), senza sipario, percorre un vario mosaico di visioni coreografiche: dal portoghese Gustavo Oliveira, alla più giovane artista francese Aurelie Mounier.

IL LAGO DEI CIGNI

30 novembre e 1 dicembre 2018 TEATRO RIFREDI FIRENZE

REGIA E COREOGRAFIA LORIS PETRILLO

MUSICHE PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ

INTERPRETAZIONE COMPAGNIA OPUS BALLET
DIRETTA DA ROSANNA BROCANELLO 

CONSULENZA DRAMMATURGICA MASSIMILIANO BURINI

COSTUMI SANTI RINCIARI

LIGHT DESIGN GABRIELE TERMINE

 

PER L’OCCASIONE IL CENTRO OPUS BALLET ORGANIZZA UN

WORKSHOP DI 4 ORE CON IL COREOGRAFO LORIS PETRILLO 

il 1 dicembre dalle ore 15 alle ore 17 presso il Teatro di Rifredi

il 2 dicembre dalle ore 11 alle ore 13 presso il Centro Opus Ballet

per info e prenotazioni CLICCA QUI

 

Il Lago dei Cigni, uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo, musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij, indagato attraverso la danza contemporanea: le coreografie di Loris Petrillo per i danzatori della Compagnia Opus Ballet, diretta da Rosanna Brocanello, in una complessa operazione di riattualizzazione dell’opera e di riscoperta del suo nucleo originale e centrale.
L’intenzione è di rivoluzionare il modo di leggere il Classico attraverso il Contemporaneo, partendo dal mito sotteso all’Opera stessa per ritrovarne le radici e i legami con l’uomo, oggi:  il Contemporaneo attraverso il mito diventa favola, che si trasforma in Racconto Danzato. Da questo è partito il coreografo Loris Petrillo con i danzatori della Compagnia Opus Ballet lavorando all’interpretazione di una danza concreta e fisica, dove ciò che spinge l’azione è il movimento istintivo e puro.