WHITE ROOM coreografie di Adriano Bolognino

WHITE ROOM

coreografia Adriano Bolognino

intepreti Giuliana Bonaffini, Emiliano Candiago, Sofia Galvan, Ginevra Gioli, Stefania Menestrina, Gaia Mondini, Giulia Orlando, Riccardo Papa, Frederic Zoungla

direzione artistica Rosanna Brocanello

consulenza artistica Laura Pulin

light designer Laura de Bernardis

assistente coreografia Rosaria Di Maro

con il supporto di Rosa Coppola

costumi Santi Rinciari

organizzazione Margherita Fantoni

manager Federico Grilli

foto Paulina Jedrzejczyk

video Salvatore Abrescia

produzione COB Compagnia Opus Ballet

con il sostegno di Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni, Fondazione CR Firenze (Bando Abitante) Regione Toscana, MIC-settore spettacolo

A volte il nostro destino assomiglia ad un albero da frutto in inverno. Chi penserebbe che quei rami diventeranno di nuovo verdi e in fiore, ma ci speriamo, si sa.

(Johann Wolfgang von Goethe)

La creazione vuole approfondire gli aspetti emozionali dell’inverno, indagandone la trasposizione in forma di stato d’animo, ispirandosi all’opera “Il ritorno dal bosco” di Giovanni Segantini.

Il quadro ritrae una dilatazione del tempo che, rallentando e tendendosi, mette in scena la fatica e la costanza dell’essere umano: una contadina trascina una slitta pesante in un paesaggio desolato circondato da montagne che sovrastano la neve cristallina. Tutti gli elementi pittorici partecipano alla rappresentazione di una tensione tra gli ostacoli connaturati allo statuto vitale e la forza umana che, in questo contesto, assume un carattere sovrannaturale. È proprio questa polarità a costruire un ponte tra l’universo contadino di Segantini e il nostro contemporaneo.

Le difficoltà della vita spesso ci consegnano questa sfida sotto diverse forme, ridisegnando i contorni delle paure quotidiane e dei contesti di pubblica esposizione, costringendoci ad un lungo inverno dell’anima.

Con questa creazione proverò a ricercare quello stadio sovrannaturale che ricongiunge la forza fisica necessaria a trascinare una slitta con quella emotiva che esercitiamo ogni giorno in questo presente.

In un manto nevoso, desolato, si accende dal nulla una fiamma. Anche l’inverno possiede i suoi colori, che nel gelo e nel silenzio possono essere ancora più dirompenti. Racchiusi tutti in un bianco candido. Dobbiamo solo riscoprirli.