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Casanova. Variazioni sul desiderio

Tre Voci Tre Scritture Tre Traiettorie al Femminile

“CASANOVA VARIAZIONI SUL DESIDERIO”

Coreografie di Simona Bertozzi, Erika Silgoner, Michela Lucenti

PRIMA NAZIONALE

21 marzo 2026 – Teatro Verdi – Padova

Luce e Spazio Gianni Staropoli
Tecnici luci Marco Santi – Laura De Bernardis
Costumi Santi Rinciari

Maître de ballet Ilaria Landi

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CASANOVA (NON) È QUI – Sedurre Per Esistere

Coreografia Simona Bertozzi

Interpreti Giuliana Bonaffini, Emiliano Candiago, Matheus De Oliveira Alves, Ginevra Gioli, Giulia Orlando, Giovanni Russo, Frederic Zoungla Ambienti sonori e musicali Roberto Passuti

Una danza del desiderio come vertigine: il gesto sfiora, devia, accelera. Giacomo Casanova attraversa il lavoro come presenza sotterranea – seduttore, giocatore, stratega della dislocazione – e induce a una qualità corporea che assume l’azzardo come modalità di esistenza: esporre sé stess*, reinscriversi, ricombinare continuamente le condizioni della relazione. I corpi in scena sono identità passeggere, in costante negoziazione con lo spazio, con la propria inclinazione anatomica e con improvvisi depistaggi degli sguardi.  Sedurre non è mostrare, ma svelare e sottrarre… Desiderare è sporgersi, cercare un altro grado di presenza.
La coreografia è un campo di tensione, un playground dove le regole sono scritte ma continuamente reversibili. In filigrana, pulsa un ritmo sotterraneo: una vibrazione e un tempo che si accumula. E, nel suo procedere, questo gioco del differimento trova un approdo inatteso: un presente che si fa esibizione dichiarata, forse una festa; l’immediatezza del desiderio che finalmente non si sottrae, ma irrompe e si espone per ciò che è.

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1749

Coreografia Erika Silgoner

Interpreti Giuliana Bonaffini, Emiliano Candiago, Ginevra Gioli, Giovanni Russo, Frederic Zoungla
Assistente alla sala prove Gloria Ferrari

Nel cuore vibrante del Settecento, quando le notti sussurravano segreti e i giorni si vestivano di pizzi e promesse, persino Giacomo Casanova, l’indomito tessitore di trame d’amore, si trovò prigioniero di un sentimento sconosciuto: un amore profondo e inaspettato lo colse, scuotendo le fondamenta della sua impavida esistenza.

Da questa vertigine di vigore, fragilità e rivelazione scaturisce “1749”, l’universo di Casanova non è più il mero palcoscenico del seduttore, ma un caleidoscopio di gioco, desiderio e ambiguità, esplorato attraverso una lente inedita e affascinante. Il fulcro si sposta, abbandonando la figura monolitica dell’amante per abbracciare il dinamismo inebriante del gioco erotico, che si fa danza e si eleva a gioia sublime, su un terreno di incontro dove forze paritarie si sfidano e si attraggono, narrate dal linguaggio eloquente dei corpi danzanti. Casanova si dissolve e rinasce, è donna, è uomo, in una fluidità che disegna i contorni di una visione contemporanea, rivelando un seduttore trasversale, oltre i confini del tempo e del genere. Tra malizia e inquietudine, tra la sete di curiosità e la vertigine della fuga, con un tocco di provocazione, ci porge una domanda: in questa eterna danza di seduzione, chi è il giocatore? E chi, in fondo, il giocato?

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DESIDERIO – Cuccioli Di Maschio

Coreografia Michela Lucenti

Interpreti Emiliano Candiago, Matheus De Oliveira Alves, Giovanni Russo, Frederic Zoungla

Assistenti alla coreografia Alessandro Pallecchi, Paolo Rosini
Video “Lirismo Sciatto” di Riccardo Amato, Alessio Bonamino, Daniele di Cristina, Francesco Esposito, Tancredi Morleo

Casanova figura straordinaria non solo libertino ma intellettuale, viaggiatore e filosofo è principalmente un incantatore, uno dei pochi personaggi della storia il cui nome proprio nei secoli si è trasformato in un nome comune, icona di seduzione.
Lavorerò ad un quartetto di giovani uomini, sulla loro immagine di spudorata forza e incoscienza. Il mio Casanova, o meglio i miei Casanova sono cuccioli di maschio, dove il mostrarsi, l’essere intraprendenti è gioia pura, quasi commovente. Essere felici, godere del proprio corpo, giocare con il proprio fascino, con il proprio desiderio, immaginare di far palpitare il cuore di chiunque incontriamo non solo è bellissimo, ma è un diritto di ogni creatura, fino a quando questo nostro desiderio non produce sofferenza o sopraffazione negli altri. Ecco noi ci fermiamo prima, quando il bambino si sente onnipotente, quando la sessualità si sprigiona come un dono divino.  Poi diventiamo grandi. Il mondo è fatto a nostra immagine, conteniamo corpo e ardore e anche anima e sacrificio.